DEBORDARE

Milano, 2021 © curated by Simona Cioce e Valentina Di Cataldo.

Debordare vuole essere uno sguardo sullo sconfinamento urbano, sulla soglia che ne è caratteristica preponderante.
L’opera nella sua forma originaria si trova in una zona dall’attraversamento continuo e dalla stratificazione quotidiana: uno spazio dedicato alle affissioni pubblicitarie. Ed è proprio scontrandosi con e opponendosi al concetto di spazio pubblicitario, che riesce ad aprire un nuovo orizzonte linguistico dalle accezioni plurivoche.
L’opera nasce come manifesto per la mostra personale dell’artista, prevista per il 2019 e rimandata a pochi giorni dall’opening per via delle circostanze pandemiche.
Questa scelta obbligata crea la circostanza a partire da cui l’opera assume un significato più profondo. Debordare non si arresta, e anzi si tramuta autonomamente in una poesia verbo-visiva, rendendo noto il cambiamento urbano quotidiano a lei circostante. Si fa voce di un dialogo fra segni e dimensioni poietiche differenti e plurali dove la parola poetica convive con parole pubblicitarie e mediatiche.
L’opera diventa portatrice e sostenitrice fisica di messaggi fatti di segni e dimensioni materiche, eteroclite, manuali, fino al suo dissolversi quasi completamente al di sotto di essi, permettendo al suo valore intrinseco e senza tempo di fuoriuscire dal suo confine cartaceo